La balla del contagio asintomatico

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Mentre scrivo queste righe, penso al fatto che se qualcuno le leggerà tra dieci anni, immaginerà si tratti di un racconto di fantascienza: purtroppo ciò che leggerete è successo davvero.

Inizio del 2020: un misterioso virus fa la sua apparizione sulla scena internazionale: dai mercati di Wuhan in China si diffonde sino ad arrivare in Europa ed America, sua maestà mediatica: il SARS COV_2

Dilaga il panico, la risposta di tutti i governi del mondo è univoca: primo round di lockdowns (anche se il termine arresti domiciliari rende meglio l’idea) con obbiettivo il rallentamento dei contagi da virus SARS COV_2: le strutture sanitarie non sarebbero in grado di fronteggiare l’emergenza. Le proiezioni su possibili morti e contagi sono apocalittiche: si chiude tutto.

Se e in che misura la “curva dei contagi” sia stata effettivamente appiattita sarà probabilmente discusso per anni, ma a quel tempo non si trattava di estinguere il virus. Il volume delle curve, alte e veloci o corte e lunghe, era lo stesso in entrambi i casi.

Scuole chiuse, negozi serrati, imposto il coprifuoco come in tempo di guerra, viaggi quasi interrotti, tutti i grandi eventi annullati e così via. Chiaramente doveva esserci una buona, solida ragione basata sulla scienza per cui i politici ed i loro comitati scientifici avevano, da soli, deciso di derogare gran parte di ciò che una volta consideravamo diritti inalienabili dell’uomo.

I pochi cittadini ancora in grado di pensare con la propria testa si chiedevano: non sono malato, quindi perché dovrei essere rinchiuso? Perché mettiamo in quarantena i sani? E che cosa potrebbe significare, in ogni caso, essere malati senza sintomi? Perché i tamponi risultano positivi, ma le persone sembrano stare perfettamente bene?

La risposta magica era sempre questa: il virus SARS COV2 si diffonde in maniera asintomatica.

Venne il 7 giugno, la dottoressa Maria Van Kerkhove, capo dell’unità malattie emergenti dell’OMS, ha dichiarato in una conferenza stampa che dalla ricerca esistente sino ad allora, la diffusione asintomatica era “molto rara”. “Dai dati che abbiamo, sembra ancora essere raro che una persona asintomatica trasmetta effettivamente un virus ad un altro individuo”. Ha aggiunto per enfasi: “È molto raro”.

 Potete controllare voi la conferenza stampa https://t.co/iKGiRt2ZkK

Una vera e propria eresia per i media mainstream pro-lockdown. La notizia fa così scalpore che l’Organizzazione Mondiale della Sanità è costretta a ridimensionare l’affermazione della dottoressa Maria Van Kerkhove, comunque senza mai smentirla completamente: “È chiaro che sia gli individui sintomatici che quelli asintomatici fanno parte del ciclo di trasmissione. La domanda è quale sia il contributo relativo di ciascun gruppo al numero complessivo di casi “.

Grazie al sistema di informazione mainstream anche detto “caos mediatico organizzato”, la domanda pian piano sembra svanire.

Così, tornati a presumere che potenzialmente tutti avessero una malattia, i concittadini vennero incoraggiati a diventare virtuosi indossatori di inutili maschere, a non lasciare le proprie abitazioni se non per acquistare l’ormai introvabile lievito di birra.

Il livello di stress tra la popolazione era così alto che era facile imbattersi in zelanti delatori che fieramente gridavano: “indossa la mascherina” oppure “ non sai che è zona rossa, tornatene a casa!!”. 

Nel 2020 ci fu anche un Presidente del Consiglio: sua maestà il gesuita Giuseppi Conte da Volturara Appulla, che si divertiva ad assegnare colori diversi alle regioni italiane senza una vera e propria logica; il tutto in diretta Facebook ( rigorosamente in ritardo, probabilmente il traffico, Roma si sà). 

Un raggio di razionalità in tutto questo imbarbarimento globale avviene grazie ad un articolo che appare su Nature Communications, pubblicato il 20 novembre 2020: si tratta di un gigantesco studio condotto a Wuhan, in Cina, su 10 milioni di persone. 

La conclusione non è che la diffusione asintomatica sia rara o che la scienza sia incerta. Lo studio ha rivelato qualcosa che non accade quasi mai in questo tipo di studi. Non c’era un caso documentato di diffusione del virus SARS-CoV-2 da parte di soggetti asintomatici. Dimenticate i rari. Dimentica anche il precedente suggerimento di Fauci secondo cui la trasmissione asintomatica esiste, ma non determina la diffusione. Sostituisci tutto ciò con: MAI. Almeno non in questo studio per 10 milioni di persone.

Tra il 23 gennaio e l’8 aprile 2020 a Wuhan sono state imposte severe misure di controllo COVID-19. Le stime sulla prevalenza dell’infezione a seguito del rilascio delle restrizioni potrebbero informare la gestione della pandemia post-blocco. Qui, descriviamo un programma di screening dell’acido nucleico SARS-CoV-2 a livello cittadino tra il 14 maggio e il 1 giugno 2020 a Wuhan. Tutti i residenti della città di età pari o superiore a sei anni erano ammissibili e 9.899.828 (92,9%) hanno partecipato. Non sono stati identificati nuovi casi sintomatici e 300 casi asintomatici (tasso di rilevamento 0,303 / 10.000, IC 95% 0,270-0,339 / 10.000). Non ci sono stati test positivi su 1.174 contatti stretti di casi asintomatici. 107 dei 34.424 pazienti COVID-19 precedentemente recuperati sono risultati nuovamente positivi (tasso di ri-positivo 0,31%, IC 95% 0,423-0,574%). La prevalenza dell’infezione da SARS-CoV-2 a Wuhan era quindi molto bassa da cinque a otto settimane dopo la fine del lockdown.

La logica ci impone di pensare che questa sia una notizia enorme poiché permetterebbe di aprire tutto immediatamente. L’intero fondamento scientifico che impone lockdown e chiusure viene a mancare dopo questo studio. Potremmo tornare a vivere una vita normale. La paura potrebbe diminuire. Potremmo trarre conforto dalla nostra normale intuizione che le persone sane possono uscire senza rischi per gli altri. Potremmo toglierci le maschere. Potremmo andare al cinema e agli eventi sportivi.

Ma della notizia non vi è traccia; viene solo pubblicata da Russia Today. Tutto ciò che contraddice la loro narrativa del lockdown viene semplicemente ignorato, preferendo aneddoti non verificati a un vero e proprio studio scientifico di 10 milioni di residenti in quello che è stato il primo grande punto critico del mondo per la malattia che stiamo cercando di gestire. Ti aspetteresti che questo studio sia un’enorme notizia internazionale. Ad oggi, per quanto ne so, tutto questo viene ignorato.

Con una solida evidenza che la diffusione asintomatica non ha senso, dobbiamo chiederci: chi prende le decisioni e perché?

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