Disney + impedisce ai bambini di guardare i classici come “Dumbo” (perchè giudicati “razzisti”)

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Disney +, dopo essere stato criticato per alcune rappresentazioni stereotipate e razziste in alcuni dei suoi più famosi classici, ha deciso di rimuovere dalla sezione per bambini molti dei suoi film, un tempo amati e ora controversi.

Secondo l’iniziativa, ai bambini sotto i 7 anni sarà vietato guardare “Dumbo”, “Peter Pan” “Swiss Family Robinson” e “Gli Aristogatti”. Le impostazioni sull’app ora impediscono che i film vengano visualizzati nella sezione per i ragazzi.

A quanto pare “Dumbo’s” (1941) sarebbe diventato “razzista”, con i suoi i famigerati corvi cantanti, “rende omaggio a spettacoli di menestrelli razzisti, dove artisti bianchi con facce annerite e abiti laceri imitavano e ridicolizzavano gli africani schiavizzati nelle piantagioni meridionali”.

Per di più il nome del leader del gruppo di menestrelli è Jim Crow: lo stesso nome delle leggi che imponevano la segregazione razziale negli Stati Uniti meridionali”.

“Peter Pan” e “Swiss Family Robinson” sono stati tagliati dalla sezione per bambini a causa dei loro ritratti negativi rispettivamente di nativi americani e stranieri.

Peter Pan (1953) è stato criticato per le raffigurazioni stereotipate dei nativi americani.
La “Famiglia Robinson” è stato censurato per aver ritratto i pirati come una “minaccia straniera”.

Nessuna pietà anche per “Gli Aristogatti” – un film sui felini inclini alla musica; è stato ritenuto problematico a causa dei “tratti stereotipati ed esagerati” del gatto siamese come “occhi a mandorla e denti da cervo”.

Hanno aggiunto che il gatto “canta in un inglese poco accentato doppiato da un attore bianco e suona il piano con le bacchette”.

“The Aristocats” (1970) include stereotipi problematici della cultura asiatica.

Gli adulti potranno ancora accedere – e quindi mostrare ai propri figli – i film tabù con esclusioni di responsabilità che avvertono gli spettatori di “rappresentazioni negative e / o maltrattamenti di persone o culture”.

“Questi stereotipi erano sbagliati allora e sono sbagliati adesso”, si legge negli avvisi. “Piuttosto che rimuovere questo contenuto, vogliamo riconoscere il suo impatto dannoso, imparare da esso e stimolare la conversazione per creare un futuro più inclusivo insieme”.

La mossa segue una campagna di cancellazione a livello nazionale che si è surriscaldata di recente con la società Dr. Seuss che ha interrotto sei titoli per presunto razzismo. I libri sono stati successivamente abbandonati da Ebay e altri negozi online, con grande dispiacere degli appassionati di questo genere, che hanno paragonato la misura con il rogo di libri nella Germania nazista.

fonte New York Post

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